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Le tue ferie in Calabria: Monumenti Nazionali

 

I Bronzi di Riace - Reggio Calabria

I Bronzi di Riace conservati al Museo Nazionale della Magna Grecia, Reggio CalabriaIl 16 agosto 1972 i Bronzi di Riace toccarono le rive della spiaggia di Riace, subito si intuì l’immenso valore delle due statue di bronzo ma fu decisamente una sorpresa il risultato ottenuto in seguito all’eliminazione della ghiaia e delle incrostazioni marine che ricoprivano i due bronzi dal V secolo a.C.

Solo con un lungo lavoro di pulitura fu possibile riportare alla luce il maestoso gioco della muscolatura e la sintonia delle parti e dei dettagli più preziosi ad esempio le labbra realizzate con una lega di delicato color roseo o i denti rivestiti di una sottile lamina di argento, i seni realizzati in rame mentre le ciglia sottili realizzate in avorio e posizionate sulle palpebre.

Nonostante tutti questi particolari erano completamente nascosti al momento del rinvenimento, i due bronzi destarono notevole interesse al nucleo dei Carabinieri subacquei della città di Messina, sotto la direzione della Soprintendenza archeologica di Reggio.

Nessuno immaginava che una tale scoperta avrebbe reso così famosa la costa ionica a tal punto da far conoscere il nome del piccolo paese calabro in tutto il mondo. Nonostante gli archeologi identifichino i due bronzi come statua A e statua B sono conosciti nel gergo comune come il Giovane e il Vecchio ma anche come l’Eroe e lo Stratego, inoltre, in base a recenti studi, sono stati identificati come le raffigurazioni di Tideo e Anfiarao, due eroi mitici rievocati da Eschilo tra i Sette di Tebe.

 

Castello Aragonese - Reggio Calabria

Il Castello Aragonese, Reggio CalabriaPosto presso piazza Castello all’incrocio tra la via Aschenez e via Possidonea, il Castello Aragonese della città di Reggio Calabria, che è conosciuto come “aragonese”, ha in effetti origini molto più antiche del periodo romano. 

In ogni caso la prima attestazione documentata risale al 536, in seguito il castello, nel 1059, passò dal potere greco ai Normanni fino ad arrivare al 1266 con Carlo I d’Angiò. Con i Normanni, che decisero di stabilirvi la corte, il castello subì una serie di modifiche e ampliamenti, e, a causa delle continue lotte tra gli Aragonesi e gli Angioini, fu ristrutturato nel 1327 e in seguito fortificato per volere della regina Giovanna I.

È tra le strutture più antiche di Reggio Calabria con le terme greco-romane e i Bronzi di Riace e tra i simboli più rilevanti della città. A partire dal 1956 ha sede l’Osservatorio dell’Istituto Nazionale di Geofisica. Il castello è di dubbia fondazione anche se è da tutti conosciuto come aragonese, in realtà presenta origini molto più antiche date dalla testimonianza di resti di una fortificazione che risale a epoche decisamente precedenti alla costruzione del castello.

La storia ci racconta che la città di Reggio, data la sua posizione adiacente allo Stretto di Messina, fu sempre luogo di passaggio di invasori e dominatori che tentavano di conquistare la Sicilia, proprio per tali ragioni dovette fortificare le sue difese. Fino al periodo di Ferdinando I il castello rimase invariato nonostante le numerose ristrutturazioni ma successivamente fu convertito in caserma, ciò causò l’eliminazione del rivellino e l’unificazione del piano interno.

In effetti il castello nel Risorgimento divenne una prigione politica e luogo per l’esecuzione dei ribelli. La Commissione provinciale dei beni archeologici stabilì nel 1892 la demolizione di una parte del castello a esclusione delle due torri dato che fu definito Monumento storico della città, infatti cinque anni più tardi fu dichiarato monumento nazionale.

 

Villa Caristo - Stignano

Villa Caristo, StignanoStruttura settecentesca, Villa Caristo è la sola testimonianza dell’arte barocca in tutta la Calabria, una dimora incantevole ed elegante. Grazie alla sua eleganza e raffinatezza fu scelta, assieme alla Regia di Stupinigi, al palazzo Doria Pamphili di Genova e alla Villa dei principi Mellone della città di Lecce per la serie filatelica promossa dalle poste italiane “Le Ville d’Italia” nel 1984.

La villa, posta presso la città di Stignano, città natale del filosofo Tommaso Campanella, appartiene alla famiglia Caristo che ha salvato la struttura da una rovina sicura. In base alla leggenda si narra che la Villa fu costruita sui resti di una villa del periodo romano di proprietà del patrizio romano Stenius, dal quale si narra derivò il nome della città di Stignano. Fino a ora non è stato accertato chi progettò e realizzò il palazzo e il parco che lo circonda, oggi definiti oggetti preziosi ed eleganti.

Ipotesi diffuse vedono la realizzazione della villa per mano di discendenti del Vanvitelli, o del Sanfelice o del Vaccaro in un periodo di entusiasmo edilizio presso la provincia di Napoli negli anni borbonici. Negli anni la struttura fu duramente danneggiata infatti si ritiene che più di un centinaio di statue di marmo furono sottratte per impreziosire le ville signorili del vicinato.

Un esempio di alta eleganza inserita in un contesto semplicistico è la fontana dei delfini, posta nel parco della villa, che ricorda fortemente la statua di Leda e il Cigno posta presso Villa Signorino presso Ercolano, realizzazione vaccariana, mentre la facciata della villa, caratterizzata da una struttura a due piani, è costituita da una scala a tenaglia che ricorda la scala della villa del Principe Spinelli di Tarsia, realizzata da Vaccaio.

Nella parte centrale innanzi alla scalinata è presente una scultura marmorea che raffigura Tancredi in procinto di battezzare Clorinda morente, scena tratta dal canto XII della Gerusalemme Liberata, una realizzazione esclusiva in tutto il Mondo. In base agli studi del Professor Carlo Giulio Argan sarebbe da escludere la presenza di altre raffigurazioni monumentali del poema di Tasso. La villa dunque rappresenta un pezzo unico, definito dal critico d’arte calabrese Frangipane la villa più bella e architettonica della regione.


Castello di Palizzi - Palizzi

Il Castello di Palizzi è oggi definito Monumento Nazionale per volere del Ministero ai Beni Culturali, resta ancora molto incerta la data di edificazione della struttura, unica testimonianza è l’incisione di una lapide posta all’ingresso che in latino ci dice che il Castello nel 1580 era cadente per vecchiaia. È certo che nel 1751 il castello fu ricostruito dalla famiglia Colonna e ristrutturato e ampliato nel 1866 da barone Tiberio de Blasio.

Carlo de Blasio trovò riparo presso il castello in occasione dei bombardamenti anglo-americani a Reggio, egli fu l’unico, tra i discendenti di Tiberio, che abitò anche se per un breve periodo nel castello. In base ad un certificato del Mastro d’atti di Palizzi, sappiamo con certezza che il castello fu cinto da mura con due torrioni nel 1751.

Nelle zone interne era presente un’immensa sala caratterizzata da una sola finestra, una cucina con un suo focolare, una camera che presentava un soffitto a tavole, e una serie di stanze, magazzini e cantine. Oggi è ancora possibile osservare i muri perimetrali, parte delle mura di cinte e una torre caratterizzata da finestre ogivali.

 

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